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Chiusura Unielectric, doccia fredda per i dipendenti

Chiusura Unielectric, doccia fredda per i dipendenti

Apprendiamo con immenso rammarico della delocalizzazione in Ungheria della storica ditta Unielectric di Calerno, nel reggiano, con 76 dipendenti in cassa integrazione, molti dei quali donne.
Sconvolge, in particolare, il racconto delle lavoratrici e dei lavoratori che parlano di una chiusura “sottovoce”, passata nel silenzio più totale. Una storia che purtroppo accomuna molte aziende, fatta di passaggi di proprietà, di promesse di rilancio e poi finita con la delocalizzazione all’estero. Alle famiglie coinvolte esprimiamo la mia più totale solidarietà: in attesa che giungano comunicazioni approfondite su quanto accaduto, garantiamo fin d’ora l’impegno a elaborare proposte che possano aiutare e supportare le persone rimaste senza lavoro nel loro percorso di ricollocamento. Alle Istituzioni chiedo di fare con tempestività la propria parte in questa vicenda che si colloca in un contesto di declino economico che ormai da anni ha colpito la capitale industriale della Val d’Enza. Così come mi auguro che la campagna elettorale di Bonaccini per le regionali, caratterizzata dal solito mantra del “tutto va bene”, non oscuri le tante storie come questa che meritano risposte urgenti.